Venerdì, 12 Aprile 2013 11:20

L’italia in ritardo in termini di innovazione digitale

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Secondo il World Economic Forum, nella 12esima edizione del suo “Global Information Technology Report”,che fotografando il tasso di crescita in termini economici ed occupazionali registratosi nei vari Paesi,ha decretato  che Finlandia, Singapore e Svezia sono le nazioni che, a livello mondiale, hanno ottenuto i maggiori benefici dalle tecnologie digitali.

Lo studio del“World Economic Forum“ ha evidenziato come la consapevolezza della necessità di investire in modo convinto sulle tecnologie digitali e sull’ICT possa aiutare i Paesi emergenti, nel giro di pochi anni, a ridurre il numero di cittadini che ancora oggi vive in condizioni di grave povertà. “Le nuove tecnologie hanno già permesso di trasformare profondamente e modernizzare molteplici settori, da quello sanitario fino ad arrivare all’agricoltura”.

A dominare la classifica stilata quest’anno sono ancora una volta le nazioni nordeuropee, oltre a Paesi dell’estremità orientale asiatica quali Singapore, Taiwan, Corea del Sud ed Hong Kong. La popolazione di queste nazioni è già molto esperta nell’uso delle nuove tecnologie . In Finlandia il 90% dei cittadini dispone di un accesso ad Internet in ambito domestico; una cifra enorme se paragonata, ad esempio, al 70% degli Stati Uniti oppure all’85% del Regno Unito.

Il “Global Information Technology Report“ fornisce anche interessanti dati numerici: un Paese che riuscisse ad incrementare del 10% il suo punteggio generale, ottenuto nello speciale indice del World Economic Forum, godrebbe di una crescita pari allo 0,75% del PIL ed un aumento occupazionale dell’1,02%.

L’Italia si posiziona, su un totale di 144 nazioni prese in esame, solamente al 50esimo posto, in ritardo anche rispetto ai Paesi “club med” quali, addirittura, Spagna e Malta.

Il distacco fra chi ha saputo investire  sulla banda larga, sulla sua diffusione, sull’educazione dei cittadini all’utilizzo delle nuove tecnologie , sul processo di integrazione tra aziende e servizi, sull’ammodernamento delle infrastrutture aziendali, sembra quindi essere,per l’italia, ancora molto evidente.

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